Cheratocono e LAC speciali

Cheratocono e LAC speciali

KAKC - la nuova lente a contatto RGP ideale per diversificare l’approccio applicativo e per ottenere la migliore correzione ottica nel cheratocono.

A cura di Stanislao Reppucci responsabile ASCON Italia

Il cheratocono è una distrofia corneale, non infiammatoria, generalmente bilaterale, caratterizza da un progressivo assottigliamento della zona centrale. Essa è associata ad elevato astigmatismo miopico irregolare, che provoca un notevole abbassamento del visus.

Da sempre il mezzo correttivo più diffuso ed efficace è rappresentato dalle lenti a contatto rigide gas permeabili, che permettono al paziente il completo recupero della funzionalità visiva, nel rispetto della fisiologia corneale.

La cornea affetta da cheratocono mostra una specifica sequenza di alterazioni anatomo morfologiche.
Con la progressione del cheratocono si verifica l’assottigliamento dello stroma centrale e periferico, la perdita della trasparenza apicale e, molto spesso, si registrano alterazioni dell’epitelio corneale.

Raramente, i pazienti affetti da cheratocono, che presentano alterazioni epiteliali, avvertono il disagio della lente sulla cornea. Studi recenti hanno dimostrato che, per salvaguardare la salute della cornea, è importante che l’apice non sia eccessivamente sollecitato dalla pressione della lente a contatto.

È quindi fondamentale modificare le vecchie scelte applicative e ricorrere all’uso di geometrie innovative che garantiscano una riduzione significativa della pressione apicale, permettendo un uso agevole e confortevole nel tempo.

Un adattamento della lente eccessivamente piatto deve essere evitato, soprattutto in presenza di opacità corneali o punteggiature epiteliali.

Il criterio applicativo che considera l’appoggio su tre punti di contatto non solo può migliorare il risultato visivo, ma può aiutare a mantenere a lungo termine l’integrità della cornea!

Per raggiungere tale scopo, si richiede una profonda conoscenza delle caratteristiche morfologiche della cornea, tecniche di adattamento personalizzate, l’uso di geometrie individuali specifiche per il cheratocono.

La lente a contatto ASCON KAKC, realizzata in Germania, nel centro di ricerca e sviluppo della Hecht, assolve alle richieste del contattologo più esigente e garantisce un ottimo compromesso tra acuità visiva e salute oculare.

La KAKC è una lente a contatto indicata per l’adattamento su cornee affette da cheratocono che consente al contattologo di diversificare l’approccio applicativo e di ottenere la migliore correzione ottica nel cheratocono di qualsiasi stadio, evitando di sollecitare l’apice corneale.

Grazie alla particolare geometria della superficie posteriore ed alla possibilità di richiedere una costruzione completamente individuale, la KAKC può essere applicata con un leggero tocco o con un completo sollevamento apicale (tecnica di adattamento contur con o senza sollevamento apicale). In tal modo è possibile diminuire drasticamente la pressione meccanica della lente sulla superficie corneale.

La KAKC presenta una superficie posteriore tetracurva con bevel asferico e può essere realizzata sia nella versione standard KAKC N/F (normal/flat) che nella versione individuale KAKC I.

KAKC N r0= 6.40 mm D = 9.20 mm KAKCF r0 = 6.40 mm D= 9.20 mm

KAKC N r0= 6.40 mm D = 9.20 mm KAKCF r0 = 6.40 mm D= 9.20 mm

La geometria KAKC N è indicata nei cheratoconi iniziali di 1° e 2° stadio mentre, nei cheratoconi avanzati, è consigliabile utilizzare la KAKC F, che presenta un maggiore appiattimento periferico.

Le immagini mostrano in fluoresceina lo stesso appoggio centrale ma un appiattimento periferico del bordo maggiore con la KAKC F. L’andamento dei raggi e delle ampiezze delle curve periferiche dipendono dal diametro totale e dal raggio centrale. Quando le geometrie standard (KAKC N/F) non risultano idonee all’adattamento definitivo, è possibile richiedere la geometria KAKC I, la cui realizzazione individuale dei raggi e delle ampiezze delle curve periferiche, consente di personalizzare la superficie posteriore della lente secondo le caratteristiche topografiche della cornea.

Nel cheratocono avanzato, in presenza di punteggiature centrali recidivanti o di formazioni corneali cicatriziali, in cui è necessario ottenere un ulteriore sollevamento apicale, è preferibile utilizzare la geometria ASCON KAKC PRO che consente di ottenere, a parità di raggio centrale, maggiore profondità sagittale e un completo sollevamento apicale.

PATERN FLUOROSCOPICO
L’immagine fluoresceinica di un adattamento ideale deve mostrare un leggero tocco apicale, una larga zona di appoggio nella media periferia ed un bordo leggermente sollevato per garantire il movimento della lente, un buon ricambio lacrimale e l’espulsione di rifiuti metabolici che tendono ad accumularsi sotto la lente (tecnica di adattamento contur).

Come si realizza l’adattamento contur?

  • leggero tocco apicale (appoggio a tre punti) o sollevamento apicale
  • ampia zona di appoggio nella media periferia
  • zona periferica del bordo sollevata

Che cosa si ottiene grazie a questo tipo di adattamento?

  • leggera pressione nella zona apicale
  • ottimo ricambio lacrimale
  • ridotta sensazione corpo estraneo
  • ottimo compromesso visivo.